Elio Cortese è nato e vive a Crotone, dove ha insegnato nella scuola media statale Giovanni XXIII. Da anni dà lustro alla città pitagorica, permeando di crotonesità i propri testi in prosa e in versi, trovando gradita accoglienza anche a livello di rappresentazione teatrale nelle scuole di Crotone. Ha al suo attivo una vasta produzione letteraria che spazia tra la poesia in lingua e in dialetto crotonese, racconti, romanzi, saggi, raccolta di modi di dire e proverbi crotonesi che fanno riferimento a fonti bibliche, latine, greche, letterarie e antropologiche. Sposato con la prof.ssa Maria Ussia, è padre di due figlie, Adriana e Sabrina, entrambe laureate che lo supportano nelle sue ricerche. Ha partecipato a diversi concorsi letterari nazionali ed internazionali, classificandosi nelle prime posizioni.

Significativi i premi ricevuti al Concorso:

  • “Areopago letterario di Fisciano” (Salerno);

  • al Premio Letterario Internazionale “Padre Pio” a S. Giovanni Rotondo;

  • al Concorso Letterario “Città di Pompei”,

  • al Concorso internazionale di Lugano.

È autore delle seguenti opere in prosa:

1) Pane, olio e zucchero; 2) Nei vicoli della vecchia Crotone, ambientati nella storia della Crotone del ’900, testi adottati in molte scuole;

3) Il mare di Crotone è un fiordaliso, saggio di critica letteraria sui poeti: Camillo Sbarbaro, che associò il fiordaliso allo Jonio, Pier Paolo Pisolini e Clemente Rèbora; 4) Una storia nascosta, racconto storico romanzato di un internato in un campo di concentramento nazista.

È autore anche di testi dialettali crotonesi:

5) ’U tempu ’i ’na vota, “pietra miliare della letteratura poetica in vernacolo crotonese, che si distingue da altri tentativi per l’approccio rigorosamente scientifico al lemma e ai dettami ortografici grammaticali e diacritici” (Girolamo Arcuri).

6) ’U dittu è Vancèlu, in cui dimostra che il nostro antico idioma presenti tuttora la sua vitalità. Propone, infatti, proverbi e modi di dire dialettali, in un mondo che tende alla globalizzazione, con l’intento di incontrare passate culture agro-pastorali, capaci ancora di effondere un umanesimo ambientale, pregno di sapori e saggezza.

7) "Il silenzio degli ulivi" , " ...Nella piazza principale giungono, pian piano, numerosi gli uomini, nell'umiliante sosta d'essere richiesti in lavori di bracciantato dai vari fattori. Rimangono lì muti e impietriti, simili a tante stele votive , scalfite dal vento indifferente della storia".

Nell’ottobre 2007, nell’ambito del “Premio Siberne” di S. Severina (KR), ha ottenuto un riconoscimento con targa d’argento dell’orafo Gerardo Sacco con questa motivazione: Perché attraverso la sua produzione narrativa e i suoi scritti, rivisitando il passato, ha offerto spunti di riflessione soprattutto ai giovani, additando loro i valori più significativi che innervano il presente e sono uno stimolo ricco per la costruzione del futuro e per la sua collaborazione insostituibile alle iniziative culturali di Castelfiaba”.

Per sua natura, è poco incline al protagonismo e votato alla riservatezza.

 

 

(disegno realizzato dal prof. Rosario Santamaria)

   

Indietro

 

webmaster:Prof. Daniele Ussia - webdesigner: dott.ssa Sabrina Cortese - Copyright © 2007- Tutti i diritti riservati